I costi del personale per le Cooperative Sociali, tra vincoli inderogabili e flessibilità: automatizzare la stima per rendere competitiva l’Offerta progettuale

2019-01-16T11:44:29+01:0016 Gennaio 2019|Categories: Articoli, Risorse|0 Commenti

L’implementazione di un Progetto o di un Servizio presenta sempre come componente essenziale, al fianco della proposta tecnica, una solida e rigorosa stima degli impegni di spesa. Nel caso di Servizi erogati da Cooperative Sociali, parte preponderante e a cui porre particolare attenzione riveste la stima dei costi inerenti all’équipe impiegata.

Tale stima, da un lato deve corrispondere al fabbisogno di manodopera necessario a garantire l’operatività funzionale ed efficace del Servizio; dall’altro non può prescindere dal rispetto rigoroso delle specifiche contrattuali delineate dal CCNL Nazionale.

I vincoli legati al rispetto dei parametri e delle voci del CCNL in vigore costituiscono difatti garanzia per gli Operatori, riferimento inderogabile per le Cooperative e, nel caso di Servizi affidati da Terzi, siano essi Amministrazioni Pubbliche o del Privato, il mezzo attraverso cui queste ultime si assicurano della congruità e della sostenibilità di quanto proposto dall’esecutore del Servizio.

Le Tabelle ministeriali allegate al CCNL costituiscono, di fatto, il prospetto principale di riferimento per tutti questi attori: attraverso queste sono delineati i parametri quantitativi che permettono di calcolare la retribuzione per i lavoratori e il costo d’impresa per i datori di lavoro.

Mentre in fase di consuntivo i sistemi di rilevazione, attestazione e rendicontazione permettono di contabilizzare costi e retribuzioni effettive, è invece in fase preliminare di stima che, spesso, nell’ambito delle fasi iniziali di progettazione del Servizio, ad esempio nell’ambito di un progetto d’offerta in risposta a una procedura di gara d’appalto, non sempre risulta semplice o adeguatamente affidabile l’esercizio di stima dell’onere economico del personale che lo erogherà a regime.

Questo essenzialmente perchè a fronte di parametri contrattuali inderogabili, vi sono anche delle componenti variabili regolate, oltre che dalla territorialità e dalle normative, da valori di indennità, rimborsi, dipendenti dall’organizzazione specifica del Servizio e, infine, da parametri medi propri dell’Impresa.

Sono proprio queste variabili che sovente rendono difficile e impegnativo ribaltare con buona e accettabile approssimazione l’organizzazione progettuale sul costo effettivo riveniente dall’esecuzione del Servizio.

Ciò è vieppiù importante quando questa attività è strumentale alla predisposizione di un’Offerta competitiva, dove il costo riveste ormai, sempre più di frequente, componente essenziale per la valutazione dell’Offerta stessa.

I rischi, in tal caso, sono molteplici: sottostimare il costo renderebbe insostenibile il Servizio in fase esecutiva; sovrastimarlo comporterebbe una scarsa competitività generale dell’Offerta.

A rendere meno fluida la situazione concorre la corrente giurisprudenza, che afferma in sostanza che i costi medi del lavoro indicati nelle tabelle predisposte dal Ministero del Lavoro in base ai lavori previsti dalla contrattazione collettiva, non costituiscono in realtà parametri inderogabili, ma indici del giudizio di adeguatezza dell’Offerta che da essi eventualmente si discosti, purchè lo scostamento non sia eccessivo e vengano salvaguardate le retribuzioni dei lavoratori, così come appunto stabilito in sede di contrattazione collettiva.

Appare cioè evidente che i costi previsti nelle tabelle ministeriali e per l’esattezza il costo medio orario del lavoro, fermo restando l’assoluto rispetto dei minimi salariali retributivi, sono tuttavia certamente modificabili sulla scorta di parametri aziendali; in breve, la contrattazione collettiva e la Tabella Ministeriale non assumono valore di parametro assoluto ed inderogabile, ma suscettibile di scostamento in relazione a valutazioni ed analisi aziendali svolte dal Proponente del Servizio (ad essere inderogabili sono invece, come detto, i minimi salariali della contrattazione collettiva nazionale, sui quali non sono ammesse eccezioni e giustificazioni).

Traducendo: quanto più la stima è esatta, tanto meno si rischia di incorrere alternativamente in un’Offerta scadente o incongrua (nel migliore dei casi) o in un Servizio economicamente insostenibile (nel peggiore).

Viceversa, una procedura affidabile per avvicinare quanto più possibile la stima a quello che sarà il costo effettivo, permette di guadagnare in competitività, garantendo al contempo una sicura sostenibilità del Servizio.

Molte Cooperative Sociali e Amministrazioni si “scontrano” spesso con questa problematica; durante l’elaborazione di Offerte in risposta a bandi di gara, o anche nella loro predisposizione per quanto riguarda le Amministrazioni, si presenta ogni volta lo stesso compito: verificare la congruità economica di un Servizio, stimare i costi del personale, modulare i parametri per ottimizzare l’offerta economica o rendere congrue le specifiche del Bando.

Per svolgerlo in maniera efficace sarebbe utile avere a disposizione uno strumento che, in qualche modo, possa automatizzare e rendere più veloce e precisa la stima, attraverso le funzioni più “comode” per questo scopo: un tool effettivamente utile, semplice da usare e, possibilmente, costruito su mezzi comunemente impiegati da parte di chi di norma deve svolgere questo compito.

Il risultato di questo lavoro di trasposizione e parametrizzazione delle specifiche contrattuali del CCNL delle Cooperative Sociali è nel mio caso un file Excel (CoopBudget), opportunamente sviluppato e integrato con alcune funzioni e macro di calcolo.

CoopBudget serve essenzialmente a stimare il costo del personale soggetto al CCNL delle Cooperative Sociali (ma anche, più semplicemente, a evitare di predisporre ogni volta lo schema di stima), a partire dall’impostazione di vari parametri: profili, livelli, anzianità, monte ore, IRAP, durata del servizio, numero di operatori, scatti iniziali, assenteismo, indennità etc. e sviluppare automaticamente il budget inerente al personale del progetto/servizio per le attività specificate, mantenendo un’ottima approssimazione di stima.

Uno strumento nato quindi non come “fine”, ma come “mezzo”, dunque non un “prodotto”, ma un “file di lavoro” che come tale si presenta ed è costruito: semplice, immediato, senza fronzoli inutili e funzionale allo scopo. Una procedura che uso attualmente nella mia attività di supporto allo sviluppo d’Offerta e della quale ora voglio provare a testare l’interesse, per renderlo eventualmente disponibile a chi ritiene possa essergli utile.

Potete trovare altre informazioni al link della mia pagina: CoopBudget

About the Author:

Mario Menditto
Ingengnere d'Offerta, consulente, progettista, mi occupo da più di 15 anni dello sviluppo di offerte tecnico-economiche in risposta a bandi di gara.

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