Vademecum: 10+1 cose che un buon progettista d’offerta dovrebbe considerare

2018-06-07T12:27:19+02:0020 dicembre 2016|Categories: Articoli|0 Commenti

Iniziamo con lo specificare bene la terminologia; spesso quando ci si riferisce a colui che scrive i progetti in risposta a un bando si usa il termine “progettista”, mentre molto più di rado si sente parlare di “progettista d’offerta”: nella mia esperienza tra i due passa la stessa differenza che c’è tra chi conosce e magari può scrivere una storia e chi una storia riesce a raccontarla ed è in grado di tirarne fuori un bel libro.

Il primo è padrone dei contenuti della storia; il secondo a partire dai contenuti (di cui può anche essere padrone), decide quale forma personale e tempo usare, come ordinare gli eventi, quanti, quali e in che ordine mostrare i capitoli, come formattare, se e quali figure aggiungere e dove, come impaginare, titolo, copertina e prezzo. Oltre a essere ben consapevole del pubblico cui si rivolge il libro.

Premesso ciò, vediamo quali sono alcuni degli aspetti che dovrebbe tener ben presente chi progetta un’offerta, tenendo a mente il parallelo con un autore di libri:

  1. Va bene un buon incipit, ma non ti dilungare troppo (nel caso migliore crei aspettative eccessive, in quello peggiore rischi che leggano solo l’incipit).
  2. Usa una terminologia coerente e familiare con quella utilizzata dal pubblico che lo leggerà (o per lo meno assicurati di usare la stessa lingua).
  3. Focalizza il racconto sulla storia e non su chi la racconta (le autobiografie interessano poco, a meno che tu non sia Einstein o giù di lì).
  4. Decidi prima il soggetto e poi raccontalo nei dettagli (pochissimi autori, del calibro di Raymond Carver, per intenderci, riescono a far venire giù una valanga partendo da una palla di neve).
  5. Se non padroneggi i dettagli di una storia, fatteli spiegare bene da chi li conosce (non c’è niente di peggio che affermare che il capoluogo della Calabria sia Reggio Calabria, specie se il lettore è calabrese).
  6. Per quanto possa essere serio il tuo tema, un’immagine ogni tanto ci può star bene (sempre che serva a spiegare qualcosa: l’immagine di una mela, con una didascalia “la mela” sa di presa in giro).
  7. Scrivi tenendo sempre in considerazione il punto di vista del lettore (se scrivi qualcosa per te, fai meglio a scrivere un diario, non un libro).
  8. Se il tuo libro tratta la stessa storia che tratteranno altri libri, raccontala in modo diverso, aggiungi dettagli in più, vai incontro ai gusti del lettore; in ogni caso cerca disperatamente una discriminante (se tutti già sanno che l’assassino è il maggiordomo non puoi farci niente, ma puoi cambiare il movente, l’arma del delitto e raccontare meglio come si arriva a scoprirlo).
  9. I gadget omaggio vanno bene, ma solo se sono utili al lettore (se pubblichi un libro di cucina, è inutile che regali un pettine).
  10. Per quanto possa essere avvincente ciò che racconta il tuo libro, ricordati che se ha un prezzo fuori mercato nessuno lo consiglierà (“sì, bello, ma costa troppo…”).

Di certo gli aspetti elencati non sono tutti quelli da considerare, ma in ogni caso, sono tra i più importanti. Vale la pena comunque aggiungerne un altro, che forse andrebbe messo in cima alla lista delle opzioni:

11.
Se sei ragionevolmente sicuro che il libro non venderà, non sei obbligato a scriverlo.

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